Incontro con due personalità di spicco del luinese

Il prof. Baroli e la dott.ssa Nastro parlano del Rondò agli studenti dell’Itis di Luino

rondoIl 18 maggio 2015 abbiamo incontrato il professor Baroli e la dottoressa Nastro, proprietaria della “Cerutti & Pozzi” ed editrice della rivista “Il Rondò”.

La rivista si distacca profondamente da quella originaria,“La Rotonda”, nata su iniziativa di Piccardi. La prima rivista si poneva l’obiettivo di riunire i maggiori intellettuali luinesi dell’epoca, quali Piero Chiara e Vittorio Sereni, raccogliendo articoli che avrebbero potuto dare lustro al luinese e alle zone limitrofe.

Tale produzione, avviata nel 1979 dal padre della dott.ssa Nastro, si concluse nel 1984, anche a causa della morte di Vittorio Sereni, l’esponente di spicco della rivista. Un’altra ragione a cui si deve l’interruzione della pubblicazione dell’almanacco fu la morte negli anni successivi di Piero Chiara, altro esponente di spicco della redazione della Rotonda, che prima di lasciarci confidò agli altri redattori della rivista, ormai suoi amici, che sarebbe stato un peccato non riuscire a portare avanti il progetto culturale dell’almanacco a causa della sua malattia.

Nacque nel 1994 una nuova rivista con un titolo più “leggero”, dovuto alla perdita di collaboratori del calibro di Piero Chiara e di Vittorio Sereni. Il nuovo almanacco prese il nome di “Rondò”, con un titolo ‘ridimensionato’ rispetto alla statura intellettuale degli animatori del precedente progetto. Resta il fatto che il “Rondò” riprende comunque le linee programmatiche de “La Rotonda”: infatti la struttura si articola in conformità con l’originario progetto culturale. Durante gli anni la rivista non si è fatta mancare episodi divertenti: il lunario, raccolta della vita culturale dei dintorni, sezione fondamentale della rivista, scritta per anni dalla signora Piera Corsini, ormai veterana, talvolta poteva contenere riferimenti ironici (se non addirittura pointes sardoniche) a noti personaggi luinesi, e spesso i lettori acquistavano la rivista solo per i “pettegolezzi” del lunario.

Si può dire che l’intera impostazione della rivista si sia adeguata al gusto del pubblico, volendo anche rivolgersi ad un target di lettori sempre più ampio. Infatti, anche su loro stessa ammmissione, i redattori cercano di coinvolgere quanti più giovani possibile, al fine di incrementare il settore dell’attualità e, di conseguenza, l’appeal della rivista.

Riguardo all’obiettivo della sprovincializzazione della cultura luinese, che era nelle linee programmatiche della rivista ai suoi albori, gli intervistati non hanno celato una certa dose di ottimismo, pur non tacendo la difficoltà principale della rivista: tutti i collaboratori pubblicano i loro articoli sulla rivista a titolo gratuito, dato che la redazione non dispone di particolari fondi. Di conseguenza, non risulta sempre semplice mettere assieme articoli concessi da autori di rilievo, che accettino di collaborare senza compenso. Nonostante tutto, come da loro parola, la rivista continuerà ad essere pubblicata.

I due intervistati ci hanno anche messo a parte di alcune notizie e riflessioni ‘divaganti’:

  • Sono stati pubblicati dei numeri monografici, “La stanza di genetica” e “Un luinese a Pietrogrado” che sono, rispettivamente, dedicati al profilo culturale e umano di un docente di genetica, Silvio Barigozzi, e all’esperienza in Russia di Giuseppe Battaglia durante la prima guerra mondiale.
  • Discussione di spicco durante l’incontro è stato il tema riguardante “Frontiera”, la prima raccolta poetica di Sereni pubblicata nel 1942, in relazione alla successiva raccolta “Diario d’Algeria”. Difficilmente si riesce a instaurare un legame tra queste raccolte dal momento che i due contesti risultano molto differenti : si procede da una situazione di confine in Frontiera ad un forte sentimento di esilio e all’impossibilità di essere partecipe di ciò che accadeva in Europa nella seconda raccolta.

 

Tale incontro, che si è rivelato denso di momenti di riflessione e di approfondimento culturale,  si è inserito in un progetto scolastico che ha coinvolto alcuni alunni della II B – Indirizzo Elettronici/Informatici dell’Itis di Luino, e precisamente Nicole Marcolin, Antoine Antonio Longobardi, Simone Belingheri, Nicolas Gregori e  Gabriele Schincaglia, sotto la guida del docente di lettere, il professore Giuseppe Pipitone. Ci si è posti l’obiettivo di percorrere la storia della città di Luino, in relazione alle sue personalità di punta in ambito letterario, primo fra tutti Vittorio Sereni. Si è effettuato inizialmente uno “spoglio” di tutti i numeri de “La Rotonda” e  de “Il Rondò”. Si è cercato un Leitmotiv che collegasse più numeri con lo scopo di carpire lo stile della rivista nella sua dimensione storica e ‘antropologica’. Infine, incontro di spicco, il 18 maggio 2015, con il professor Baroli e la dott.ssa Nastro, ai quali abbiamo rivolto varie domande riguardo all’almanacco, che ha costituito il centro dei nostri interessi nell’ultimo periodo del corrente anno scolastico. Il tutto si è svolto alla “Cerutti e Pozzi” e l’accoglienza è stata molto calorosa. Il progetto ha permesso agli studenti di conoscere e apprezzare il panorama letterario dei dintorni e di concepire la poesia come un’‘avventura’ dell’anima più vicina a loro di quanto non possa apparire sui libri di scuola. La dott.ssa Nastro ci ha infine fatto dono di alcuni dei più recenti numeri della rivista che andranno ad arricchire la biblioteca dell’Itis di Luino.

Inoltre, nella mattinata del 19 maggio, l’intera classe ha preso parte ad una passeggiata per i luoghi letterari luinesi, rilevanti in particolare per la biografia e la produzione poetica di Vittorio Sereni. Gli alunni, accompagnati dal docente di lettere, si sono recati a Palazzo Verbania, al Caffè Clerici e alla casa natìa del poeta luinese: la visita dei luoghi è stata abbinata alla lettura di alcune delle più note liriche di Sereni, analizzate in precedenza in aula. Gli alunni hanno anche avuto la possibilità di partecipare ad una lezione seminariale nella biblioteca civica di Luino, che ospita, tra le altre cose, l’Archivio Sereni: la dott.ssa Tiziana Zanetti ha illustrato alla classe le diverse sezioni dell’archivio, focalizzando l’attenzione su alcune carte private del poeta, nonché sulla sua corrispondenza epistolare con alcuni dei maggiori intellettuali italiani del Novecento.

 

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