Warning: Parameter 1 to wp_default_scripts() expected to be a reference, value given in /web/htdocs/www.isisluino.it/home/giornalisis/wp-includes/plugin.php on line 601

Warning: Parameter 1 to wp_default_styles() expected to be a reference, value given in /web/htdocs/www.isisluino.it/home/giornalisis/wp-includes/plugin.php on line 601

Warning: Parameter 2 to M_DataMapper::set_custom_wp_query_where() expected to be a reference, value given in /web/htdocs/www.isisluino.it/home/giornalisis/wp-includes/plugin.php on line 291

Warning: Parameter 2 to M_DataMapper::set_custom_wp_query_groupby() expected to be a reference, value given in /web/htdocs/www.isisluino.it/home/giornalisis/wp-includes/plugin.php on line 291

Warning: Parameter 2 to M_DataMapper::set_custom_wp_query_fields() expected to be a reference, value given in /web/htdocs/www.isisluino.it/home/giornalisis/wp-includes/plugin.php on line 291

Warning: Parameter 2 to M_DataMapper::set_custom_wp_query() expected to be a reference, value given in /web/htdocs/www.isisluino.it/home/giornalisis/wp-includes/plugin.php on line 291
La nuova avventura oltre i limiti conosciuti – GiornalISIS

La nuova avventura oltre i limiti conosciuti

Gli sviluppi della ricerca dopo il bosone di Higgsbosone di Higgs

Il giorno 16 aprile 2016, come studenti dell’ISIS “Città di Luino – Carlo Volonté”, abbiamo conosciuto, in un incontro organizzato dal Centro Culturale San Carlo Borromeo presso il Teatro Sociale di Luino, il prof. Lucio Rossi, ricercatore presso il CERN di Ginevra per il progetto LHC (Large Hadron Collider), il più grande strumento scientifico del mondo che ha portato alla scoperta del Bosone di Higgs.

La scoperta del tanto atteso bosone di Higgs è stato il punto di arrivo di una meravigliosa avventura umana e scientifica: la costruzione dell’LHC, l’acceleratore di
particelle di quasi trenta km, posto nel tunnel sotterraneo situato a Ginevra e certamente uno dei più grandi strumenti scientifici del mondo. Durato quasi trent’anni anni, avendo richiesto lo sviluppo di nuove tecnologie, il progetto LHC sta ora aprendosi a nuovi orizzonti, in un certo senso molto più incerti e avventurosi.

Il Professor Lucio Rossi ci ha raccontato questa grande avventura e come lui la vive in prima persona. Quindi non soltanto il meraviglioso mondo della ricerca, ma anche l’esperienza umana che sempre caratterizza le sfide quotidiane di tutti. In quella circostanza abbiamo avuto modo di incontrarlo personalmente e ci è stata data l’occasione di porgli delle domande che ci hanno permesso di scoprire la semplicità e l’umanità di un grande scienziato.

Vogliamo proporre a tutti l’intervista integrale che ci ha rilasciato, da lui rivista e corretta.

Gli alunni della 5B CAT

 

bosone di HiggsDomanda: Come è nata questa sua passione per questo tipo di studio?

 

Rossi: Questa passione è nata seguendo qualcosa che si sente dentro, quello che noi facciamo nella vita è il risultato dell’incontro tra le circostanze, le possibilità che hai e la libertà che si mette in gioco. La prima circostanza che si presenta è la nostra inclinazione verso qualcosa, poiché non siamo tutti uguali.

Bisogna seguire quell’inclinazione e prendere sul serio quella diversità che ci distingue da tutti.

Quando si deve scegliere la strada da seguire, il primo criterio da usare è quello di capire dove si sta meglio e dove si è felici, non bisogna guardare la convenienza apparente che deriva dalla scelta, perché anche se si fa un mestiere che ti fa guadagnare molto, questo non ti farà stare bene con te stesso, ma ogni giorno ti sentirai prigioniero.

Anche io ho avuto alcune incertezze, perché mi piacevano molto sia fisica che filosofia, alla fine ho scelto di proseguire gli studi di fisica anche perché ho avuto un professore che ha saputo spiegarla molto bene ed io assistendo alle sue lezioni, volevo proseguire gli studi con lo scopo di poter diventare un insegnante di fisica. Verso la fine dell’università, si sono presentate delle opportunità che mi hanno portato nel mondo della ricerca.

Rivedendo tutta la mia vita, capisco che sono arrivato al punto dove sono adesso grazie a tante piccole cose che mi sono capitate: apparentemente tutte casuali, ma se guardo al risultato e a come si sono concatenate mi sembra di vederci un filo, un destino.

 

Domanda: Quando sono iniziati gli studi sul bosone di Higgs? Cos’è questo bosone? Perché è così importante ed utile per l’umanità?

 

Rossi: Il primo articolo su questo argomento è stato scritto circa 50 anni fa.

Con la fisica delle particelle e l’astrofisica noi ricercatori cerchiamo di capire come è fatto il Mondo. Continuando queste ricerche si è capito che si stava ricostruendo un grande “quadro”, il cosiddetto “Modello Standard” solo che non si capiva come si fosse arrivati a quel punto. Questa domanda ce la siamo posta perché studiando particelle elementari, non riuscivamo a capire come fossero nate, o meglio non capivamo come si fosse generata la massa che formava queste particelle.

Un gruppo di scienziati, tra cui il professor Higgs, ebbe un’intuizione: doveva esserci una forza aggiuntiva che pervade tutto lo spazio: in fisica questa forza viene chiamata “campo”, che è una modificazione dello spazio.

Questi campi si manifestano con un grumo di energia, una particella; per esempio la forza elettromagnetica ha un campo che si manifesta con la sua particella, il fotone, che è un grumo di energia elettromagnetica.

In questi giorni si è sentito molto parlare di onde gravitazionali, già da diversi anni si era certi che esistesse un campo gravitazionale, il primo fu Einstein ad avere questa certezza, e come tutti i campi, si trasmette attraverso delle onde. Un altro esempio possono essere le onde dei ripetitori dei nostri cellulari o della radio.

La meccanica quantistica ci dice che queste onde sono come delle particelle, quindi noi siamo convinti che le onde gravitazionali si possano vedere quando si concentrano a grumi, formando la particella di gravità, che noi abbiamo chiamato gravitone e sarà nostro compito scoprirlo.

Allo stesso modo, il campo di Brout-Englert-Higgs si deve manifestare sotto forma di grumo di energia, ed è proprio l’esistenza di questo campo che spiega l’origine della massa, che risale all’attimo successivo al Big Bang. Il grumo di energia di questo campo è la particella che chiamiamo bosone di Higgs.

 

Domanda: Dove ha frequentato le scuole?

 

Rossi: Ho frequentato le scuole medie nel paese dove vivevo, in provincia di Piacenza, poi ho frequentato il liceo scientifico a Piacenza, dove passavo molto tempo con i miei compagni di scuola non solo durante l’orario scolastico.

Dopo gli studi a Piacenza, ho avuto l’opportunità di andare a Milano per proseguire con gli studi di Fisica e poi sono rimasto all’Università di Milano fino a pochi anni fa, quando mi sono trasferito per poter lavorare al CERN di Ginevra.

Mi sono laureato con il Professor Fontanesi, il fondatore dell’Università di Milano-Bicocca.

Ho ricevuto una borsa di studio per poter andare all’estero ma non volevo andare, per cui stavo per andare a lavorare in un’industria. Giusto quando stavo per accettare il lavoro nell’industria un collega mi disse che stavano cercando qualcuno per andare a lavorare in un laboratorio dove si trattavano gli acceleratori di particelle. Ho sentito che era la mai occasione, mi sono lanciato (anche accettando una posizione precaria e un salario nettamente più basso di quello dell’Industria e… eccomi qua!

 

Domanda: Il bosone di Higgs è stato chiamato anche “la particella di Dio”, secondo alcuni è stata una cosa blasfema. In che modo questa particella può accostarsi al concetto di Dio?

 

Rossi: In realtà questa è stata una trovata pubblicitaria: un famoso scienziato americano, ex-direttore del Fermilab, il CERN americano, 15 anni fa scrisse un libro sul bosone di Higgs che voleva intitolare: “The Goddam Particle”, la particella maledetta, ma l’editore scelse il titolo “The God Particle”, la particella di Dio, perché sapeva che con questo titolo – molto più attraente – avrebbe venduto molte più copie. In effetti, oggi dopo 15 anni molti chiamano il bosone di Higgs con il nome dato da quell’editore. Non è blasfemo, secondo me, è fuorviante.

 

Domanda: Se lei avesse vissuto l’adolescenza in un periodo come quello attuale, avrebbe compiuto le stesse scelte?

 

Rossi: Oggi le circostanze sono molto diverse e continueranno a cambiare, probabilmente avrei compiuto lo stesso tipo di scelte, anche se le occasioni sicuramente sarebbero state differenti e anche io lo sarei stato. Ognuno deve vivere la propria strada e valorizzarla sempre anche se inevitabilmente ci saranno dei momenti in cui sarete scoraggiati. Oggi ci sono molti più vantaggi rispetto ai miei tempi, come internet, che permette di stare in contatto con molte persone, anche se una volta i legami personali erano molto più forti.

Ricordo che con qualche amico ci scrivevamo le lettere per restare in contatto ed era bellissimo perché leggevi la calligrafia del tuo amico ed aspettavi la risposta ogni giorno che passava, mentre oggi ci sono i messaggi che sono istantanei ma che si dimenticano in fretta, sono molto più impersonali.

Non si può fare un paragone tra ieri e oggi, perché non è né più bello né più brutto, ma solo diverso.

Oggi è molto più difficile avere un lavoro stabile e sicuro, rispetto ai miei tempi, ma allo stesso tempo non è più un problema doversi spostare per cercarlo in altri posti, mentre ai miei tempi questi spostamenti erano più complicati.

 

Domanda: Il suo trasferimento in uno Stato estero per lavorare lo considera una fuga dall’Italia, come la fuga di cervelli di cui si sente tanto parlare, o solo un’opportunità?

 

Rossi: Sicuramente è stata un’opportunità, addirittura quattro anni prima di entrare al CERN, mi era stato offerto un lavoro in California, a Berkeleys, che ho rifiutato perché avevo a Milano la mia famiglia e la distanza era veramente tanta. Per me non è stata un fuga, ero e sono professore all’Università di Milano, dirigevo un piccolo gruppo di ricerca. Direi che è stata una chiamata cui ho capito non potevo dir di no. In fondo non sono all’estero: il CERN è un organizzazione internazionale ed è anche un poco (o tanto!) italiano.

Alla fine ho cercato sempre di fare il meglio secondo le opportunità che mi si presentavano e le condizioni in cui mi trovavo.

Per me è stato fondamentale poter vivere le circostanze senza pensare al futuro, ma sempre e solo al presente, cercando di cogliere nel presente il valore duraturo che permette di viverlo intensamente, assaporarlo, senza essere prigioniero della riuscita immediata.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Warning: Parameter 2 to M_DataMapper::set_custom_wp_query_where() expected to be a reference, value given in /web/htdocs/www.isisluino.it/home/giornalisis/wp-includes/plugin.php on line 291

Warning: Parameter 2 to M_DataMapper::set_custom_wp_query_groupby() expected to be a reference, value given in /web/htdocs/www.isisluino.it/home/giornalisis/wp-includes/plugin.php on line 291

Warning: Parameter 2 to M_DataMapper::set_custom_wp_query_fields() expected to be a reference, value given in /web/htdocs/www.isisluino.it/home/giornalisis/wp-includes/plugin.php on line 291

Warning: Parameter 2 to M_DataMapper::set_custom_wp_query() expected to be a reference, value given in /web/htdocs/www.isisluino.it/home/giornalisis/wp-includes/plugin.php on line 291