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Stare in casa ai tempi del virus? Aspetti positivi e negativi nella vita di un adolescente – GiornalISIS

Stare in casa ai tempi del virus? Aspetti positivi e negativi nella vita di un adolescente

Stare in casa ai tempi del virus? Aspetti positivi e negativi nella vita di un adolescente

di Enrico Gennaro, classe IIB E/I

Il Covid 19 è un virus che sta mettendo in ginocchio tutto il mondo, Italia e Cina in particolare. Questo virus si presume sia nato in Cina a causa di malattie di alcuni animali, che a contatto con l’uomo hanno agevolato il contagio. La Cina inizialmente voleva tenere nascosta la cosa per sé, in modo da non creare allarmismo tenendo il tutto sotto controllo, ma la malattia è sfuggita di mano, e la Cina si è sentita costretta ad annunciare tale fatto a tutto il mondo per aumentare le misure di sicurezza e prevenire il contagio, anche se ormai era troppo tardi. Quando la Cina ha divulgato l’informazione, le persone infette avevano già lasciato la nazione per vari motivi personali, lavorativi e altri. In questo modo però tali persone hanno portato il virus ovunque.

L’Italia è stata la nazione che ne ha risentito maggiormente e come se non bastasse, proprio mentre si cominciava a pensare che le misure di sicurezza per prevenire il contagio stessero funzionando, il virus è mutato e molte persone contagiate sono diventate asintomatiche, cioè mancanti di sintomi anche se infette. Sarebbe inutile riportare la media di morti e infetti in Italia in questo momento perché ogni giorno aumentano sempre di più: ogni secondo che passa il virus si diffonde e mette a rischio la vita delle persone. Per fare una stima approssimativa basti pensare che una persona infetta può contagiare altre 15 persone contemporaneamente tramite saliva o contatto cutaneo, e quelle 15 a loro volta possono contagiare altre 15 persone ciascuno.

Tale virus è potenzialmente mortale per gli anziani e per le persone di qualsiasi fascia di età con problemi pregressi, e dato che in Italia l’età media degli abitanti è di 45 anni, la Nazione è potenzialmente a rischio. Nel Paese ora ci sono regole a dir poco soffocanti, nessuno può più uscire se non per assoluta necessità, gli alimenti si possono comprare solo nei negozi presenti nel proprio comune, assolutamente vietati gli assembramenti di persone, persino nei negozi di alimentari. Qualsiasi bar, discoteca, ristorante o negozio non impiegato nella vendita di beni di prima necessità se aperto sarà soggetto a contravvenzioni molto elevate. Tutto questo viene fatto per prevenire il contagio con altre persone, e per evitare che il virus si propaghi in maniera elevata anche al Centro-sud Italia, dove la sanità non è sufficientemente organizzata come al Nord Italia. Ogni ragazzo è costretto a rimanere in casa, e molti sentono la mancanza dei propri amici. Io invece sento la mancanza solo dei miei nonni, che fortunatamente ancora ho.  Non evito di uscire perché ho paura per me, ma perché ho paura per gli altri, per mia madre, mio padre e i miei nonni. Ogni volta che mi passa per la testa di uscire a fare una passeggiata penso a che cosa potrei causare se prendessi il virus e se di conseguenza lo attaccassi a qualcun altro della mia famiglia. Tutti quanti, tra persone e paesi, per il terrore si stanno chiudendo dietro le loro porte, e stanno reagendo in maniera adeguata per contrastare questa minaccia. Tutti vorremmo uscire, ma per il bene comune, non appena le persone vengono prese da tale idea chi per un motivo o per un altro, la cacciano dalla propria mente e trovano qualcosa da fare per evitare che torni loro in testa. Devo ammettere però che è molto difficile rimanere in casa con la propria famiglia per più di un mese intero in “fase adolescenziale”: per me, come per gli altri della mia età, il virus comincia a non essere più il problema principale…

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